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NEBIVOLOLO AU*28CPR 5MG

NEBIVOLOLO AU*28CPR 5MG

AUROBINDO PHARMA ITALIA Srl
minsan: 045621024

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AVVERTENZE
Le seguenti avvertenze e precauzioni si applicano agli antagonisti beta adrenergici, come nebivololo, in generale. Anestesia. Il mantenimento del blocco dei recettori beta riduce il rischio di aritmie durante l'induzione e l'intubazione. Qualora in previsione di un intervento chirurgico, si interrompa il blocco dei recettori beta, la terapia con antagonisti beta adrenergici deve essere interrotta almeno 24 ore prima.Si deve osservare particolare cautela nell'uso di certi farmaci anestetici che possono causare depressione del miocardio. Il paziente puo'essere protetto contro le reazioni vagali con somministrazione endovenosa di atropina. Sistema cardiovascolare. In generale gli antagonistibeta adrenergici non devono essere usati in pazienti con insufficienzacardiaca congestizia (CHF) non trattata, fino a quando le loro condizioni non siano state stabilizzate. In pazienti con patologia cardiacaischemica, il trattamento con gli antagonisti beta adrenergici deve essere interrotto gradualmente, ad es. in 1-2 settimane. Se necessario,allo stesso tempo deve essere instaurata una terapia sostitutiva per prevenire un'esacerbazione dell'angina pectoris. Gli antagonisti beta adrenergici possono indurre bradicardia: se la frequenza del polso scende al di sotto dei 50-55 bpm a riposo e/o il paziente manifesta sintomi riconducibili alla bradicardia, il dosaggio deve essere ridotto. Gliantagonisti beta adrenergici devono essere usati con cautela: in pazienti con patologie circolatorie periferiche (sindrome o malattia di Raynaud, claudicatio intermittens), poiche' potrebbe verificarsi un peggioramento di questi disturbi; in pazienti con blocco cardiaco di primogrado a causa dell'effetto negativo dei beta-bloccanti sul tempo di conduzione; pazienti con angina di Prinzmetal a causa della vasocostrizione arteriosa coronarica dovuta alla non contrastata stimolazione alfa adrenergica: gli antagonisti beta adrenergici possono aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina. La somministrazione di nebivololo associata a calcioantagonisti del tipo verapamil e diltiazem,a farmaci antiaritmici di Classe I e ad antiipertensivi ad azione centrale non e' generalmente raccomandata. Sistema metabolico/endocrino. Nebivololo, nei pazienti diabetici, non influisce sui livelli di glucosio. Tuttavia deve essere usato con precauzione nei pazienti diabeticiin quanto il nebivololo puo' mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia(tachicardia, palpitazioni). Gli agenti bloccanti beta-adrenergici possono mascherare i sintomi di tachicardia in corso di ipertiroidismo. La brusca sospensione del trattamento puo' intensificare questi sintomi. Apparato respiratorio. Nei pazienti con patologie polmonari ostruttive croniche, gli antagonisti beta adrenergici devono essere usati concautela in quanto la costrizione delle vie respiratorie puo' essere aggravata. Altro. I pazienti con precdente psoriasi devono assumere gliantagonisti beta-adrenergici solo dopo attenta valutazione. Gli antagonisti beta-adrenergici possono aumentare la sensibilita' verso gli allergeni e la gravita' delle reazioni anafilattiche. L'inizio del trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica con nebivololo richiede un regolare monitoraggio. L'interruzione del trattamento non deve avvenirebruscamente a meno che non chiaramente indicato. Il medicinale contiene lattosio monoidrato. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, con deficit di Lapp-lattasi o malassorbimentoglucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Agente beta-bloccante, selettivo.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, insufficienza epatica o compromissione della funzionalita' epatica, insufficienza cardiaca acuta, shock cardiogeno o episodi di insufficienza cardiaca che richiedono terapia inotropa endovenosa. Inoltre, come con altri agenti beta-bloccanti, il medicinale e' controinidcato in: sindrome del nodo del seno, incluso blocco seno-atriale, blocco cardiaco di secondo e terzo grado (senza pacemaker), anamnesi di brocospasmo o di asma bronchiale, feocromocitoma non trattato, acidosi metabolica, bradicardia (battito cardiaco < 60 bpm prima di iniziare la terapia), ipotensione (pressione sanguigna sistolica < 90 mmHg), gravi disturbi circolatori periferici.
DENOMINAZIONE
NEBIVOLOLO AUROBINDO ITALIA 5 MG COMPRESSE
ECCIPIENTI
Lattosio monoidrato, amido di mais, croscarmellosa sodica, ipromellosa15 cp, polisorbato 80, cellulosa microcristallina (Grado-102), magnesio stearato.
EFFETTI INDESIDERATI
Gli eventi avversi sono elencati separatamente per l'ipertensione e per l'insufficienza cardiaca cronica a causa delle differenze nelle patologie. Ipertensione. Le reazioni avverse segnalate, che nella maggiorparte dei casi sono di intensita' da lieve a moderata, sono elencate di seguito, classificate per sistemi e organi ed ordinate per frequenza. Disturbi del sistema immunitario. Frequenza non nota: edema angioneurotico, ipersensibilità. Disturbi psichiatrici. Non comune: incubi, depressione. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, vertigini,parestesia; molto raro: sincope. Patologie dell'occhio. Non comune: compromissione della visione. Patologie cardiache. Non comune: bradicardia, insufficienza cardiaca, rallentata conduzione av/blocco-av. Patologie vascolari. Non comune: ipotensione, (aumento della) claudicatio intermittens. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune:dispnea; non comune: broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: costipazione, nausea, diarrea; non comune: dispepsia, flatulenza, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: prurito, rash eritematoso; molto raro: psoriasi aggravata; frequenza nonnota: orticaria. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: stanchezza, edema. Le seguenti reazioni avverse sono state segnalate anche con alcuni antagonisti beta-adrenergici: allucinazioni, psicosi, confusione, estremita' fredde/cianotiche, fenomeno di Raynaud, occhi secchi e tossicita' oculo-muco-cutanea practololo-simile. Insufficienza cardiaca cronica. I dati sullereazioni avverse in pazienti con insufficienza cardiaca cronica sono disponibili da uno studio clinico placebo-controllato riguardante 1067pazienti che assumevano nebivololo e 1061 pazienti che assumevano il placebo. In questo studio, un totale di 449 pazienti trattati con nebivololo (42,1%) hanno segnalato reazioni avverse, almeno in qualche modocasualmente correlate rispetto ai 334 pazienti trattati col placebo (31,5%). Le reazioni avverse piu' comunemente segnalate nei pazienti con nebivololo erano bradicardia e vertigini, entrambi manifestati in circa 11% dei pazienti. Le frequenze corrispondenti fra pazienti trattati con placebo erano circa il 2% e il 7%, rispettivamente. Le seguentiincidenze sono state segnalate per le reazioni avverse (almeno in qualche modo farmaco-correlate) che sono considerate specificamente rilevanti nel trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica: aggravamentodell'insufficienza cardiaca verificatosi nel 5,8% dei pazienti trattati con nebivololo rispetto al 5,2% dei pazienti trattati col placebo. Ipotensione posturale e' stata segnalata nel 2,1% dei pazienti trattaticon nebivololo rispetto al 1,0% dei pazienti trattati col placebo. Intolleranza al farmaco si e' verificata nell'1,6% dei pazienti trattaticon nebivololo rispetto allo 0,8% dei pazienti trattati col placebo.Blocco atrio-ventricolare di primo grado si e' verificato nell'1,4% dei pazienti trattati con nebivololo rispetto allo 0,9% dei pazienti trattati col placebo. Edema degli arti inferiori sono stati segnalati dall'1,0% dei pazienti trattati con nebivololo rispetto allo 0,2% dei pazienti trattati col placebo. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificanodopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto permetteun monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza. Nebivololo ha effetti farmacologici che possono essere dannosi sulla gravidanza e/o sul feto/neonato. In generale, i bloccanti irecettori beta-adrenergici riducono la perfusione placentare, che e'stata associata a ritardo della crescita, morte intrauterina, aborto otravaglio precoce. Gli effetti avversi (per es. ipoglicemia e bradicardia) possono verificarsi nel feto e nel bambino neonato. Se il trattamento con i bloccanti i recettori beta-adrenergici e' necessario, sonopreferibili i bloccanti selettivi dei recettori beta 1-adrenergici. Il medicinale non deve essere usato durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessita'. Se il trattamento con nebivololo e' considerato necessario, il flusso sanguigno uteroplacentale e la crescita fetale devono essere monitorati. In caso di effetti dannosi sulla gravidanza o sul feto deve essere considerato un trattamento alternativo. Il neonato deve essere strettamente monitorato. I sintomi di ipoglicemia ebradicardia sono generalmente previsti entro i primi 3 giorni. Allattamento. Studi animali hanno mostrato che nebivololo viene escreto nellatte materno. Non si sa se questo farmaco sia escreto nel latte umano. Molti beta-bloccanti, in particolare i composti lipofilici come nebivololo e i suoi metaboliti attivi, passano nel latte materno anche sein misura variabile. Pertanto, l'allattamento al seno non e' raccomandato durante la somministrazione del nebivololo.
INDICAZIONI
Ipertensione. Trattamento dell'ipertensione essenziale. Insufficienzacardiaca cronica (CHF). Trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile, lieve e moderata in aggiunta a terapie standard in pazientianziani di 70 anni o piu'.
INTERAZIONI
Interazioni farmacodinamiche. Le seguenti interazioni si applicano agli antagonisti beta adrenergici in generale. Associazioni non raccomandate. Antiaritmici di classe I (chinidina, idrochinidina, cibenzolina,flecainide, disopiramide, lidocaina, mexiletina, propafenone): puo' essere potenziato l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare ed aumentato l'effetto inotropo negativo. Calcioantagonisti del tipo verapamil/diltiazem: influenza negativa sulla contrattilita' e la conduzione atrio-ventricolare. La somministrazione endovenosa di verapamil in pazienti con trattamento beta-bloccante puo' portare a profonda ipotensione e blocco atrio-ventricolare. Antiipertensivi che agiscono a livello centrale (clonidina, guanfacina, moxonidina, metildopa, rilmenidina): l'uso concomitante di farmaci antiipertensivi che agiscono a livello centrale puo' peggiorare l'insufficienza cardiaca attraverso unadiminuzione del tono centrale simpatico (riduzione del ritmo cardiacoe del flusso cardiaco, vasodilatazione). Un'improvvisa sospensione, particolarmente prima dell'interruzione del beta-bloccante, puo' aumentare il rischio di "ipertensione di rimbalzo". Associazioni da usare concautela. Farmaci antiaritmici di classe III (Amiodarone): l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare puo' essere potenziato. Anestetici - volatili alogenati: l'uso concomitante di antagonisti beta-adrenergici e anestetici puo' attenuare la tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione. In linea generale, evitare l'improvvisainterruzione del trattamento con beta-bloccanti. L'anestesista deve essere informato quando il paziente assume il medicinale. Insulina e farmaci antidiabetici orali: nonostante il nebivololo non influisca sullivello di glucosio, l'uso concomitante puo' mascherare alcuni sintomidi ipoglicemia (palpitazioni, tachicardia). Baclofene (agente antispastico), amifostina (in aggiunta agli antineoplastici): l'uso contemporaneo con antiipertensivi e' probabile che aumenti la caduta della pressione sanguigna, quindi il dosaggio di medicinale antiipertensivo deveessere adeguato di conseguenza. Associazioni da prendere in considerazione. Glucosidi digitalici: l'uso concomitante puo' aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare. Studi clinici con nebivololo non hanno mostrato alcuna evidenza clinica di un'interazione. Nebivololo non influenza la cinetica della digossina. Calcioantagonisti del tipo diidropiridina (amlodipina, felodipina, lacidipina, nifedipina, nicardipina, nimodipina, nitrendipina): l'uso concomitante puo' aumentare il rischio di ipotensione, e non puo' essere escluso un aumento del rischio di un ulteriore deterioramento della funzionalita' di pompa ventricolare nei pazienti con insufficienza cardiaca. Antipsicotici, antidepressivi (fenotiazine, triciclici e barbiturici): l'uso concomitante puo'aumentare l'effetto ipotensivo dei beta-bloccanti (effetto additivo).Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): nessuna conseguenza sull'effetto di riduzione della pressione del sangue del nebivololo. Agenti simpaticomimetici: l'uso concomitante puo' contrastare l'effetto degli antagonisti beta-adrenergici. I farmaci beta-adrenergici possono portare ad una non contrastata attivita' alfa-adrenergica dei farmaci simpaticomimetici con effetti sia alfa- che beta-adrenergici (rischio di ipertensione, grave bradicardia e blocco cardiaco). Interazioni farmacocinetiche. Poiche' il metabolismo del nebivololo coinvolge l'isoenzima CYP2D6, la somministrazione concomitante di sostanze che inibiscono questo enzima, in particolare paroxetina, fluoxetina, tioridazina echinidina, puo' portare all'aumento dei livelli plasmatici di nebivololo associato ad un aumentato rischio di bradicardia eccessiva ed eventi avversi. La somministrazione concomitante di cimetidina ha aumentatoi livelli plasmatici di nebivololo, senza modificare l'effetto clinico. La somministrazione concomitante della ranitidina non influisce sulla farmacocinetica del nebivololo. A condizione che il medicinale venga assunto durante il pasto, e l'antiacido tra un pasto e l'altro, i due trattamenti possono essere prescritti contemporanteamente. La combinazione di nebivololo e nicardipina aumenta leggermente i livelli plasmatici di entrambi i farmaci, senza modificare l'effetto clinico. La somministrazione concomitante di alcol, furosemide o idroclorotiazide non influisce sulla farmacocinetica del nebivololo. Nebivololo non influisce sulla farmacocinetica e farmacodinamica del warfarin.
POSOLOGIA
Posologia. Ipertensione. Adulti. La dose e' 5 mg (una compressa) al giorno, preferibilmente alla stessa ora della giornata. L'effetto di diminuzione della pressione sanguigna diventa evidente dopo 1-2 settimanedi trattamento. Occasionalmente, l'effetto ottimale si raggiunge solodopo 4 settimane. Associazione con altri agenti antiipertensivi. I beta-bloccanti possono essere usati da soli o contemporaneamente ad altri agenti antiipertensivi. Fino ad ora, e' stato osservato un effetto antiipertensivo aggiuntivo solo quando nebivololo e' associato con idroclorotiazide 12.5-25 mg. Pazienti con insufficienza renale. In pazienti con insufficienza renale, la dose iniziale raccomandata e' 2.5 mg algiorno. Se necessario, la dose giornaliera puo' essere aumentata a 5mg. Pazienti con insufficienza epatica. I dati in pazienti con insufficienza epatica o con funzionalita' epatica compromessa sono limitati.Pertanto, l'uso del medicinale in questi pazienti e' controindicato. Anziani. In pazienti con oltre 65 anni di eta', la dose iniziale raccomandata e' 2.5 mg al giorno. Se necessario, la dose giornaliera puo' essere aumentata a 5 mg. Comunque, vista la limitata esperienza in pazienti con oltre 75 anni, deve essere usata cautela e questi pazienti devono essere strettamente monitorati. Popolazione pediatrica. L'efficacia e la sicurezza di nebivololo nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta' non e' stata stabilita. Non ci sono dati disponibili. Pertanto, l'uso nei bambini e negli adolescenti non e' raccomandato. Insufficienza cardiaca cronica (CHF). Il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica stabile deve essere iniziato con un graduale aumento del dosaggio finche' non viene raggiunta la dose individualeottimale di mantenimento. I pazienti devono avere insufficienza cardiaca cronica stabile senza insufficienza acuta durante le sei settimaneprecedenti. Si raccomanda che il medico curante sia esperto nel trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica. Per quei pazienti che ricevono una terapia farmacologica cardiovascolare che include diuretici e/o digossina e/o ACE inibitori e/o antagonisti dell'angiotensina II, il dosaggio di questi farmaci deve essere stabilizzato durante le ultime due settimane precedenti prima dell'inizio del trattamento con il medicinale. L'iniziale aumento del dosaggio deve essere fatto secondo iseguenti passaggi a intervalli di 1-2 settimane in base alla tollerabilita' del paziente: 1,25 mg di nebivololo da aumentare a 2,5 mg di nebivololo una volta al giorno, poi a 5 mg una volta al giorno e poi a 10mg una volta al giorno. La dose massima raccomandata e' 10 mg di nebivololo una volta al giorno. L'inizio della terapia e ogni aumento di dose devono essere effettuati sotto la supervisione di un medico esperto per un periodo minimo di 2 ore per assicurare che lo stato clinico (specialmente per quanto riguarda la pressione sanguigna, battito cardiaco, disturbi della conduzione, segni di peggioramento dell'insufficienza cardiaca) resti stabile. La dose massima raccomandata potrebbe nonessere raggiunta da tutti i pazienti a causa della comparsa di effetti avversi. Se necessario, la dose raggiunta puo' essere ridotta poco per volta e ristabilita come appropriato. Durante la fase di titolazione, in caso di peggioramento dell'insufficienza cardiaca o intolleranza, si raccomanda per prima cosa di ridurre la dose di nebivololo, o interromperla immediatamente se necessario (in caso di ipotensione grave,peggioramento dell'insufficienza cardiaca con edema polmonare acuto,shock cardiogeno, bradicardia sintomatica o blocco AV). Il trattamentodell'insufficienza cardiaca cronica stabile con il nebivololo e' generalmente un trattamento a lungo termine. Si raccomanda di non interrompere bruscamente il trattamento con nebivololo dal momento che questopotrebbe portare ad un peggioramento transitorio dell'insufficienza cardiaca. Se l'interruzione e' necessaria, la dose deve essere diminuitagradualmente, dimezzandola settimanalmente. Pazienti con insufficienza renale Non e' richiesto alcun aggiustamento della dose nell'insufficienza renale da lieve a moderata, poiche' la titolazione alla massimadose tollerata viene adeguata individualmente. Non c'e' alcuna esperienza in pazienti con insufficienza renale grave (creatinina sierica >=250 mcmol/l). Pertanto, l'uso di nebivololo in questi pazienti non e'raccomandato. Pazienti con insufficienza epatica I dati nei pazienti con insufficienza epatica sono limitati. Pertanto, l'uso di compresse di nebivololo da 5 mgin questi pazienti e' controindicato. Anziani. None' richiesto alcun adeguamento della dose poiche' la titolazione finoalla massima dose tollerata viene adeguata individualmente. Popolazione pediatrica. L'efficacia e la sicurezza di nebivololo nei bambini enegli adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta' non e' stata stabilita. Pertanto, l'uso nei bambini e negli adolescenti non e' raccomandato. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione. Uso orale.Le compresse possono essere assunte con i pasti.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa contiene 5,45 mg di nebivololo cloridrato equivalenti a5 mg di nebivololo.

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